Report 4: Interventi per modificare i fattori di rischio

Gli interventi per modificare i fattori di rischio sono molteplici:

Progettazione delle strade
In aree residenziali, molti utenti vulnerabili, come pedoni e ciclisti, possono essere tutelati con interventi di moderazione del traffico. Gli schemi a condivisione degli spazi, che confidano su istinti umani ed interazioni, come il contatto visivo, per la loro efficacia, e sono caratterizzate dalla rimozione dei segnali di transito tradizionali, ed addirittura dalla rimozione della distinzione tra carreggiata e marciapiede, stanno diventando progressivamente più popolari. Entrambi gli approcci sembrano efficaci.
In ambito extraurbano, per aumentare la sicurezza e mobilità motoristica devono essere considerati al-cuni aspetti progettuali. Questi interventi comportano costi crescenti di diverso tipo: forti spese, diminuzione o dissuasione esercitata sui viaggiatori non motorizzati, danni estetici. I benefici includono anche un più ampio spettro di opzioni occupazionali, culturali e di intrattenimento rispetto a quelli usufruiti da generazioni più limitate nelle loro possibilità di viaggio.
Le autostrade hanno le caratteristiche ingegneristiche migliori, e dunque sono tipicamente le strade più sicure per chilometro percorso, e contemporaneamente consentono maggiori velocità e migliore eco-nomia di combustibile (per vari aspetti altimetrici e di raggio di curvatura).
C’è qualche controversia sul modo di come la lobby motoristica è stata vista dominare l’agenda della sicurezza stradale. Alcuni attivisti della sicurezza stradale usano il termine “road safety” per descrivere misure come la rimozione di alberi “pericolosi” e la separazione forzata dei “vulnerabili” (pedoni, ciclisti, motorini) in molte strade per avvantaggiare il traffico pesante. L’opinione di “sicurezza viaria” ortodossa fallisce nell’affrontare quello che il professore John Adams descrive come la metà superiore del termo-stato di rischio, le percezioni ed atteggiamenti della comunità degli utenti viari.
Illuminazione stradale
Particolarmente importante per la riduzione dei rischi è un’adeguata e corretta illuminazione notturna. L’illuminazione delle strade a traffico motorizzato e non motorizzato e regolamentata da normative, leg-gi e documentazione tecniche specifiche.
In Italia l’illuminazione stradale è soggetta alle normative UNI 11248, UNI EN 13201-2, UNI EN 13201-3, UNI EN 13201-4 e UNI 11095.

Fonte: Wikipedia

Per chiarimenti chiamare lo 041/5315703 e saremo lieti di rispondere.

Prof. Ignazio Conte – Arch. Gabriele Fumai

Report 5 : Autostrade