Report 3: Entità del problema

Entità del problema

Le 10 maggior cause di malattia o di disabilità

Fino al 1970 il continuo incremento nella motorizzazione ha comportato un aumento della mortalità do-vuta agli incidenti. Successivamente, si è assistito ad una lieve ma costante diminuzione del numero e della gravità degli incidenti avvenuti.
Ad oggi, si stima che in molti paesi dell’OECD il costo degli incidenti di traffico ammonti a circa il 2% del loro Prodotto interno lordo. Nei paesi in via di sviluppo, queste perdite possono essere maggiori alla quantità di denaro ricevuta come aiuti internazionali e prestiti, un fatto che ha indotto la Banca Mondia-le e l’Asian Development Bank ad inserire gli interventi in questo campo tra le sue priorità.
In termini di mortalità, la stima mondiale era di circa 800.000 vittime per anno nel 1999, previsione che si stima crescerà tra 1,1 e 1,2 milioni nel 2010 e tra circa 1,3 e 1,4 milioni nell’anno 2020. (Sil-cock, 2003). È stato stimato che le automobili hanno ucciso più persone dalla loro invenzione che tutte le guerre combattute nello stesso periodo (includendo la Prima e Seconda guerra mondiale).
A livello internazionale le misure standard usate per stabilire l’utilità degli interventi di sicurezza stradale sono la mortalità ed il ferimento severo (Killed or Seriously Injured – KSI). Il quoziente KSI è usualmente riportato per miliardo di passeggeri-chilometro. A livello nazionale, si fa uso degli indici di mortalità (morti/100.000 abitanti) e ferimento (feriti/100.000 abitanti). I tassi di mortalità variano ampiamente da paese a paese, per ragioni che sono conosciute soltanto in modo imperfetto, anche se una certa empirica Legge di Smeed è stata proposta come una spiegazione parziale.
In Italia il tasso di mortalità è passato da circa 20-22 morti su 100.000 abitanti del 1970 a circa 8-10 morti su 100.000 abitanti degli anni successivi al 2005 (più o meno in linea con i dati medi dell’Unione Europea).
Secondo i dati più recenti nel 2013 si sono registrati in Italia 181.227 incidenti stradali con lesioni a persone. Il numero dei morti (entro il 30º giorno) è stato di 3.385, quello dei feriti ammonta a 257.421. Secondo uno studio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2010, il costo sociale in Italia ammonta a circa 28,5 miliardi di euro.
Anche se non è stato centrato l’obiettivo europeo entro il 2010 (dimezzamento in 10 anni dei morti per incidente stradale), il calo degli incidenti e delle vittime (morti e feriti) negli ultimi anni appare incorag-giante. Resta purtroppo il problema dell’incompletezza dei dati causato dal processo di raccolta degli stessi non ben coordinato tra gli organi di polizia e gli istituti di indagine.
Per elaborare una graduatoria, gli epidemiologi utilizzano le stime DALYs (disabilità correlata agli anni di vita previsti) persi come una misura ragionevole dei costi economici e sociali della malattia.
Come può vedersi, le ferite da incidenti stradali sono un crescente problema di salute, e per l’an-no 2020 si prevede che saliranno al terzo posto. Questo in parte è dovuto a miglioramenti nelle terapie medico-chirurgiche che diminuiranno le morti per altre cause ma che verranno sovrastate dal rapido in-cremento nella motorizzazione nel mondo (p.es. in Cina ed in India), riflettendo la maggiore gravità del-le ferite da incidenti stradali rispetto ad altre cause. Nel Regno Unito, per esempio, le ferite da incidenti motoristici sono responsabili di uno ogni dieci ricoveri ospedalieri di bambini, ma sono più della metà di tutte le morti per ferite (dati del 2002).

Fonte: Wikipedia

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Prof. Ignazio Conte – Arch. Gabriele Fumai

Report 4: Interventi per modificare i fattori di rischio