Il Codacons Veneto denuncia il rischio per migliaia di cittadini di pagare canone prescritto per l’utilizzo delle acque, superficiali e sotterranee del demanio pubblico

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IL CODACONS VENETO DENUNCIA IL RISCHIO PER MIGLIAIA DI CITTADINI DI PAGARE UN CANONE PRESCRITTO per utilizzo delle acque, superficiali e sotterranee, del demanio pubblico.

  • La Regione non invii “cartelle” con l’indicazione di canoni prescritti.
  • La Regione restituisca quanto percepito a seguito di una non responsabile adesione alla cartella.
  • L’interrogazione del Consigliere Maurizio Conte e la dichiarazione del Codacons Veneto vanno considerate come esercizio dell’eccezione di prescrizione.

   Richiamato che:

  1. A seguito del D.P.R.238/99, tutte le acque, superficiali e sotterranee sono state dichiarate appartenenti al demanio pubblico e, conseguentemente, è stata data facoltà, per le utilizzazioni in atto al 10.8.99, momento di entrata in vigore del decreto, di presentare domanda di riconoscimento o concessione preferenziale.
  2. ORA A QUASI VENT’ANNI l La regione Veneto, di concerto con le Unità Organizzativa Genio Civile delle sette provincie venete, si sta procedendo a richiedere i canoni con riferimento alla concessione di derivazione d’acqua pubblica da falda sotterranea per uso privato partendo dal periodo 01.01.2001 ed anni successivi rimodulando gli importi dovuti; la cui competenza è passata dallo Stato alla Regione.
  3. La richiesta dei canoni non tiene conto dell’intervenuta prescrizione quinquennale.  La prescrizione per crediti di tale natura ai sensi dell’art.2948 c.c. comma 4, “tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi”; ……per giurisprudenza consolidata, è quinquennale.
  4. La tutela dei cittadini non può essere un fatto burocratico formale, ma si deve assicurare una reale conoscenza delle prerogative che fanno capo al debitore che può eccepire la prescrizione. Di qui la diffida agli enti indirizzo di realizzare tutti i comportamenti idonei a garantire i cittadini che rischiano di essere indotti a ritenere ancora dovuto un canoro caduto in prescrizione.
  5. In particolare, va fermato l’inoltre di solleciti di pagamento prendendo l’iniziativa di applicazione dell’istituto della prescrizione e quindi non riportare nella richiesta i crediti non esigibili per intervenuta prescrizione.
  6. Di procedere a rimborsare, in seguito al pagamento dell’intera somma richiesta dagli uffici regionali, la quota dei canoni non dovuti a coloro che non hanno fatto valere il diritto direttamente la prescrizione.
  7. Al riguardo riteniamo che dalla data di presentazione dell’interrogazione sulla materia del consigliere Maurizio Conte e dal dibattito seguito sula stampa, siano intervenuti di fatto, gli effetti di una eccezione di prescrizione “erga omnes”, secondo lo spirito dell’art. 2939 c.c.    
  8. In ogni caso nel rispetto del principio di trasparenza tra pubblica amministrazione/cittadino e sul presupposto che ogni consenso deve essere “responsabile” per l’efficacia del negozio, diffidiamo la Regione Veneto a comunicazione agli interessati a non richiedere i canoni prescritti e, se ritenesse vigente l’obbligo di indicarli, allora ne sottolinei l’intervenuta prescrizione.

Questa informazione è doverosa iper la tutela efficace del consumatore-utente   

È urgente che la Regione Veneto proceda, per il tramite degli Uffici regionali del Genio Civile, ad inviare una nuova comunicazione agli interessati rimodulando gli importi dovuti, ce con minima attenzione metta al riparo dai rischi di contestazione di “danno erariale”.

  1. A i sensi del richiamato art. 2939 “la prescrizione può essere opposta dai creditori e da chiunque vi ha interesse, qualora la parte non la faccia valere. Può essere opposta anche se la parte vi ha rinunziato” il Codacons eccepisce la prescrizione de qua a vantaggio di tutti i destinati della ricboesta di canoni prescritti nel quinquennio.

L’art. 2939 sino al 2006, data di entrata in vigore del Codice del Consumo, riconosceva l’efficacia della prescrizione nell’ interesse anche di soggetti ulteriori rispetto al soggetto passivo del rapporto, incluse le ipotesi di rinunzia della parte. Per il richiamato Codice del Consuma e il ruolo istituzionale riconosciute alle associazioni di tutela dei consumatori presenti nel Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti – CNCU  ( e la scrivente è presente dall’inizio) con la diffida presentata al Presidente della Giunta e all’assessore Bottacin nonché alle sette sedi provinciali del Genio civile, si eccepisce la prescrizione per conto di tutti i debitori di canoni prescritti.

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