Report n. 62 Sindacato dei risparmiatori

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Le prospettive di salvataggio delle due Popolari a partire da quella di Intesa S. Paolo trascurano la garanzia di risarcire i risparmiatori. Di qui l’iniziativa di rilanciare la prospettiva di un Sindacato dei Risparmiatori con il seguente annuncio su tutti i quotidiani del Veneto.

Usciremo domani…dateci conforto, commenti, suggerimenti….sono ore veramente decisive.

 

Ai Pregiatissimi

  • Primo Ministro on.le Paolo Gentiloni,

Al Ministro MEF Prof. Pier Carlo Padoan

  • Sottosegretario MEF con delegale Pierpaolo Baretta
  • Presidente Banca Popolare di Vicenza S.p.A. Gianni Mion
  • Presidente Veneto Banca S.p.A. Massimo Lanza…….

 

  • Presidente Giunta Regione Veneto

Dott. Luca Zaia

  • Al Sindaco di Vicenza Achille variati
  • Sindaco di Treviso Giovanni Manildo

 

  • Alle associazione imprenditoriali del Veneto

 

  • Al Patriarca di Venezia mons. Francesco Moraglia e ai Vescovi del Veneto

  

garntire le risorse per risarcire i risparmiatori

che hanno acquistato quote di cooperative popolari

Non tradire per la seconda volta i veneti

Sarebbe una beffa che nei meandri di parole: bail-in, risoluzione, misselling, bad bank, good bank,,…scomparissero le risorse per risarcire i risparmiatori, una beffa inaccettabile ora che le prime sentenze ed arbitrati ne riconoscono le ragioni

Il recupero della fiducia tradita con il giusto risarcimento del danno subito e la celebrazione tempestiva dei processi per punire i colpevoli sono le condizioni per il futuro delle due banche  e  per posti di lavoro solidi.

L’art. 47 della Costituzione “La Repubblica promuove e tutela il risparmio…”  è legato profondamente con l’art, 1° “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”; il risparmio infatti è il frutto del lavoro, impregnato di fatica, sudore e sacrifici.

Intesa Sanpaolo presenta un’offerta che esclude cinicamente dal perimetro dell’eventuale acquisizione “i crediti deteriorati, quelli in bonis ad alto rischio, le obbligazioni subordinate, nonché partecipazioni e rapporti giuridici considerati non funzionali” e “la sterilizzazione di rischi, obblighi e impegni comunque avanzati…”

In questo contesto sappiamo che il Governo continua a garantire le risorse per evitare la “macelleria sociale” dei dipendenti in esubero delle due banche.

Resta fuori campo l’impegno costituzionale, e non di cortesia, a tutelare i risparmiatori traditi dal metodo Zonin-Consoli che piazzava azioni a prezzi marziani, ne ostacolava la vendita ed emetteva proclami di successi che in pochi mesi hanno lasciato un  buco horribilis. La Banca d’Italia, CONSOB e Società di Revisione non se ne sono accorti; cosa pretendere da gente che ha il solo peccato di aver dato fiducia

Dalla Classe dirigente del Veneto ci aspettiamo comportamenti efficaci, che in italiano vuol dire capaci di risultato e non ciacole.

Come si fa a parlare di autonomia Veneta, indipendenza, quando non siamo capaci di difendere due istituti così innervati nella storia del Veneto e protagonisti del successo economico.

Si agita l’insicurezza contro gli immigrati mentre sono ancora a piede libero i responsabili di questa Vajont del risparmio veneto.

Le associazioni degli imprenditori che hanno prestato alle due banche i loro vertici diventandone garanti (e certamente responsabili sul piano morale) non possono compiacersi dell’assalto alle autostrade spagnole o all’ILVA lasciando alla deriva “la banca del territorio”.

Zonin e Consoli, con i loro compari, possono sperare nei tempi lunghi della giustizia, ma per quella parte di classe dirigente del Veneto che tradisse per la seconda volta i risparmiatori non c’è condono, amnistia e oblio; perseguiremo le responsabilità in tutte le sedi: dai tribunali alla cabina elettorale.

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