Descrizione dell’area di intervento

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Il problema della sicurezza stradale è un fenomeno molto dibattuto nel nostro
Paese e assume spesso contorni allarmistici e di preoccupazione. Quando sono
coinvolti i giovani, il problema è molto avvertito, e spesso il focus si sposta più
verso gli aspetti comportamentali che non alle reali dimensioni del fenomeno.
D’altra parte quando si parla di giovani vite la reazione emotiva al problema si
rafforza, e si rischia di cadere nell’ovvio o di incappare in concreti errori di
valutazione. Questo si verifica forse, perché l’orizzonte emozionale che
accompagna la percezione di una giovane vittima è talmente corposo e
complesso che si rischia di non analizzare il problema dal punto di vista
scientifico.

Un progetto di promozione della sicurezza stradale deve quindi proporsi un
orizzonte “olistico” rivolgersi a tutti gli utenti della strada.

Un problema poco dibattuto, e per il quale risultano poche campagne di
sensibilizzazione è quello della sicurezza stradale tra le persone con più di 65
anni.

Nel nostro Paese secondo le proiezioni demografiche dell’Istat (2010) i 65enni
sono il 20,3% della popolazione e nel 2020 si stima saranno il 22,6%. Molti di
questi anziani hanno la patente di guida, sono in genere in buona salute e quindi
piuttosto portati alla mobilità. Secondo una stima preliminare i dati sull’incidentalità
elaborati Rapporto Aci-Istat (2012) l’incidente stradale è un rischio reale per
l’anziano, che risulta essere particolarmente vulnerabile come pedone.
Come si può notare dall’eccletticità del settore d’intervento la sicurezza stradale
rappresenta oggi una questione complessa di grande attualità: i dati degli
incidenti, descrivono un fenomeno che fatica ad arrestarsi e sollecita gli esperti di
diverse discipline al confronto e all’individuazione di specifiche strategie di
prevenzione e intervento.

L’ipotesi di questo progetto deriva dalla possibilità di connettere tra loro e far
interagire conoscenze psicologiche e conoscenze relative alla sicurezza stradale:
discutere solo sulle norme e all’interno della logica “causa-effetto” non coglie il
problema e spesso rende poco efficaci le strategie di prevenzione poste in opera
da grandi compagne di comunicazione.

Interiorizzare le regole del codice, diventare utenti della strada capaci di rispettare
sé stessi e gli altri, confrontarsi con gli incidenti stradali ed elaborarne i traumi,
sono processi psicologici complessi, profondi, che si connettono in modo
significativo alla storia relazionale ed emotiva di ogni persona, ci parlano del suo
mondo interpersonale, e ponendo l’utente stradale in condizione centrale come
soggetto della sicurezza stradale si aumenta la propria autoconsapevolezza, e il
proprio modo di rapportarsi con gli altri sulla strada.

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